Una ventosa serata di maggio, mi reco con la mia famiglia al compleanno di Marica, nostra amica da sempre. Entro in casa, una folla di gente si accalca all’ingresso.
Ma ne spicca uno al centro, addirittura più della festeggiata. Un uomo alto, ben vestito, sulla trentina, che sembra un attore.
Mi avvicino e…, non credo ai miei occhi, perché lui è Gaetano Aronica, famoso attore che ha lavorato per il teatro, il cinema e per varie serie tv.
Mi stringe la mano e io continuo a guardarlo. Mai mi è capitato di trovarmi di fronte ad un attore e l’emozione e l’imbarazzo sono tali da farmi ammutolire.
Saluto Marcello, faccio gli auguri a sua madre e scappo a giocare con la playstation insieme agli altri ragazzi. Ma, intanto, rifletto sull’occasione d’oro che mi si sta presentando: un’intervista che forse nessun mini-giornalista in tutta Italia avrebbe l’opportunità di fare.

Mi metto subito all’opera, cominciando a scrivere le domande da porgli, non voglio correre il rischio di fare brutte figure. Per evitare errori a causa della vergogna, mi esercito rivolgendo le domande ai miei amici. Mi “impappino” spesso, ma alla fine riesco a farcela e penso:”Chissà se con lui sarà la stessa cosa?”
Quel gran burlone del mio amico, nel frattempo, l’ha già chiamato comunicando che vorrei fargli un’intervista.

Tremante, inizio il colloquio:

-Buonasera. Sono Luigi Moschiera, cronista del “Noi della Pirandello”. Vorrei porle delle domande a proposito della sua grande carriera.
-Quando è iniziata la sua carriera da attore?
-Si nasce con la passione da attore; la tua carriera spesso inizia perché non sai fare altro.
-Quali difficoltà ha riscontrato durante il corso del suo lavoro?
-Tantissime. Gli ostacoli e le difficoltà sono molto importanti per la formazione di un attore, perché come dico io “le cose troppo facili non riescono mai bene”.
-Qual è stato l’ultimo film che ha girato?
-L’ultimo che ho girato è stato Baria, di Giuseppe Tornatore, film che deve ancora uscire.
-Quel è stato il personaggio che ha preferito interpretare?
-Sicuramente Borsellino.
-Predilige impersonare i malvagi o i buoni?
-Poliziotti o delinquenti, entrambi allo stesso modo. Anche se impersonare un assassino mi fa ritornare giovane e, l’attore, lo vive in modo divertente, perché gioca con la sua vittima. Peraltro, in ognuno di noi, c’è sempre un pò di cattiveria.
-Un momento oscuro in cui ha pensato di abbandonare tutto.
-Quasi ogni giorno, ma non l’ho mai fatto davvero. Ogni anno si cambia e si ci rende più consapevoli di sé stessi; questi cambiamenti risentono sui personaggi che interpreti sempre meglio.
-Il personaggio dei film in cui si identifica più chiaramente.
-In tutti.
La natura umana è ricca di sfaccettature e di diversità. Io in ogni personaggio ci metto una parte di me stesso, la parte che più gli si addice.
-Esistono i segreti dell’attore oppure è pura natura artistica?
-I segreti dell’attore esistono e ce ne sono a bizzeffe. Arte è passione e costanza; la natura artistica, infatti, non si può esprimere se non è coltivata.
-Con ciò ho concluso, grazie di avermi concesso questo straordinario scoop.
-Dovere, ciao!

Rimango estasiato per come risponde, per le risposte semplici ed esaurienti che mi ha dato; lui l’attore “se lo sente addosso”. Si fa tardi, è mezzanotte. Devo andarmene, però, proprio quando varco la soglia della porta, Gaetano muove qualche passo avanti, proprio verso di me.
Si complimenta e mi chiede quando verrà pubblicato l’articolo.
Io l’ho fatto adesso e tra poco glielo comunicherò.
Perché, cari lettori, Gaetano Aronica merita l’attenzione del pubblico televisivo; con le sue straordinarie doti continuerà a sorprenderci e noi lo seguiremo nel suo cammino per raggiungere l’apice del successo, che pare ormai vicino.

Un pomeriggio con Paola ZannonerUna scrittrice veramente simpatica e creativa, Paola Zannoner che ha dimostrato di saper capire i giovani d’oggi, catturando con i suoi libri la loro attenzione.E’ stato un incontro davvero particolare: lì, al teatro della Posta Vecchia, ho potuto assistere, un po’ spaesato io ragazzino di scuola media tra tanti studenti del Liceo Scientifico e del Classico, alla presentazione del nuovo e bellissimo libro intitolato ” Voglio fare la scrittrice ” di Paola Zannoner.Non è stata la solita “cosa” noiosa (o altrimenti definita da noi ragazzi…), ma un’esperienza coinvolgente, interessante e anche divertente, perché la scrittrice ha trovato il modo di farci appassionare ai fantastici ed ironici racconti della sua “vita diversa”.Il suo, dice l’autrice, è un “lavoro chiuso”, un lavoro che si svolge in una piccola stanzetta, dinanzi ad un computer.
Da lì si parte per entrare in un mondo totalmente diverso, quello del libro, in cui attraverso i differenti personaggi, l’autore esprime le proprie opinioni; un mondo in cui si fantastica sull’esistenza di streghe e maghi, in cui il tempo si ferma come per incanto.
La scrittrice ha anche detto che è fondamentale non chiudersi nel “guscio magico”, ma bisogna anche guardarsi attorno, fare “quattro chiacchiere” con le amiche, passeggiare per le vie della propria città, in quanto la vita va vissuta in tutti i modi: sia all’interno di un libro, sia nel mondo reale, che bisogna osservare attentamente per coglierne tutti gli aspetti.Caratteristica essenziale dei suoi testi è la capacità di introspezione, grazie ad essa si può guardare nel proprio cuore e si possono esprimere veramente i propri sentimenti, stati d’animo, sensazioni ed emozioni.Nel presentare uno dei suoi libri “Voglio fare la scrittrice”, un po’ autobiografico, ella ci narra la storia di una ragazza che desidererebbe diventare una scrittrice e che, sconvolgendo le aspettative familiari, riuscirà nel intento.“Assecondate i vostri sogni e impegnatevi per realizzarli, senza lasciarvi condizionare da ciò che gli altri vorrebbero imporvi!” E’questo il messaggio che lancia alle ragazze presenti.Il libro è il prodotto – ci ha spiegato poi Paola Zannoner – di tante intelligenze, di più passioni, giacché ognuno ha il proprio compito nel portarlo a termine. Il ruolo basilare, ovviamente, spetta alla scrittrice che si deve impegnare al massimo per stendere un libro, poi l’editor lo criticherà adeguatamente e farà le dovute correzioni.Dopo l’intervista, a noi studenti c’è stata data la possibilità di fare delle domande alla scrittrice.Qualcuno ha chiesto: ” Le è mai venuta l’idea di far produrre un film, prendendo spunto da uno dei suoi libri?
Subito, se me lo chiedesse Tornatore! – Ha risposto in modo spiritoso l’autrice.
Una professoressa invece ha domandato: “Quali libri ha letto da piccola e, secondo lei, è importante leggere per la formazione di uno scrittore?”.A questo quesito la Zannoner ha detto che uno scrittore si nutre di letteratura.
Leggere è indispensabile per allargare i propri confini, per sognare, per vivere avventure impossibili, per apprendere termini nuovi; lei, da piccola, leggeva libri classici come ad esempio ” Piccole Donne”.
I ragazzi di oggi sono più fortunati, perché adesso c’è una grande cura per la letteratura destinata ai bambini e ai giovani.Se ho fatto una domanda io, vi chiederete?Beh, avevo troppa fifa di prendere il microfono davanti ad un pubblico di liceali; se poi, non mi fossero uscite le parole di bocca e mi fossi messo a boccheggiare come uno stupido pesce? Quando sono tornato a casa, però, mi sono pentito di non aver ascoltato la voce della mia prof. di lettere, che m’incoraggiava in tutti i modi.Alla fine dell’incontro, Paola Zannoner ha concesso l’autografo a tutti i suoi fans e poi è volata via come il vento, lasciando in tutti noi un senso di forte ammirazione. 

Stemma della Provincia Regionale di Agrigento 

http://www.mannam.it/prova/wp-content/uploads/2007/12/intervista_assessore_p_i.mp4

Et voilà…, l’intervista all’Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia Regionale d’Agrigento! Io, Luigi Moschiera, gli ho posto qualche domanda…

Assessore, cosa ne pensa dell’Open Day? Qual è il suo significato? La Scuola Media Statale Luigi Pirandello è riuscita veramente ad esporre i suoi progetti al meglio, catturando l’attenzione dei visitatori grazie ai suoi bellissimi laboratori didattici? E, i nostri insegnanti, che ruolo hanno avuto in questo giorno così significativo e particolare, indubbiamente diverso da tutti gli altri? Cliccate sul link e…buona visione!

Intervista al giornalista!

Dicembre 16, 2007

http://www.mannam.it/prova/wp-content/uploads/2007/12/intervista_giornalista_mpeg4.mp4 

Ed ecco a voi, cari amici telespettatori, l’intervista ad un famoso giornalista siciliano!

Noi, Luigi Moschiera, Salvatore Bellavia e Giorgia Leone gli abbiamo posto qualche domanda…, quindi guardate il servizio e ascoltate attentamente, perché le sue sono parole sante per noi cronisti in erba! Buona visione.

Incontro con Lizzani 

Come si sa, ad Agrigento ogni anno a fine settembre si organizza l’Efebo d’oro, rassegna di film le cui storie sono tratte da libri.

Venerdì 28 settembre la mia prof. di giornalino ha convocato me e il mio amico Salvatore,  per informarci che il giorno dopo ci sarebbe stato un incontro al cinema Astor  e che erano state invitate alcune scolaresche. 

Noi pensavamo che  bisognasse intervistare i fratelli Taviani, registi di fama internazionale, che hanno vinto il premio “ Efebo d’Oro 2007 “, con La masseria delle allodole.

Eravamo un po’ preoccupati per l’importanza dell’incarico ma, dinanzi alle parole della prof.

(“Ricordate ragazzi, un buon giornalista non si ferma davanti a niente, è pronto a far fronte a qualunque evenienza e, se necessario, lavora anche di notte per riuscire a mettere a punto un buon servizio. Non esitate a cercare informazioni sui registi, film, libro a cui esso è ispirato, perché questa sarà la vostra prima intervista a delle celebrità”), ci siamo dati da fare.

Ritornato a casa, ho trascorso l’intero pomeriggio in “ perlustrazione virtuale”: alla fine sapevo tutto della vita dei due registi e del drammatico film ispirato al libro di Antonia Arslan.

Finalmente, dopo appena 24 ore, giunge il giorno tanto atteso!!!

Insieme ad altri miei compagni, ci rechiamo al cinema pronti ad incontrare i due fratelli che ci hanno fatto conoscere la  tragica e spesso ignorata vicenda dell’eccidio della comunità armena da parte dei Turchi, durante la seconda guerra mondiale.

Era tutto pronto, eravamo “ armati “ di macchina fotografica digitale, penna, blocco note, intervista scritta per i fratelli Taviani, mp3 (che in quel momento funzionava da registratore ) e infine di una  discreta  “ sicurezza interiore”.

Quando finalmente si sono spente le luci e abbiamo visto scorrere un titolo che “non corrispondeva”, abbiamo domandato a una ragazzina quale fosse il film che avrebbero proiettato. La risposta fu davvero, come dire…, orrendaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!

Quello che stavamo guardando era un documentario dal titolo  “ Viaggio in corso nel cinema di Lizzani “, vincitore del concorso “ miglior libro di cinema 2007 “.

Ci siamo sentiti un tantino disorientati: non sapevamo cosa fare, l’intervista andava riscritta, le informazioni cercate nuovamente… eravamo al punto di partenza!

Calma, rimaniamo calmi – ho detto sottovoce al mio amico e compagno giornalista- siamo in ballo, giochiamoci le nostre carte, non abbiamo nulla da perdere! L’intervista la realizzeremo al momento, durante il  faccia a faccia con il regista, senza un copione ben preciso. Guardiamo il film, il resto verrà da sé. Ricorda le parole della prof.: “Un buon giornalista deve cavarsela in ogni situazione, facile o difficile che sia”.

Il documentario riportava le scene “clou” dei film di Lizzani, alternate alle opinioni degli attori con cui ha lavorato.

Per esempio, Virna Lisi lo giudicava un uomo senza uguali, un regista che “sa il fatto suo“ e che ha cercato sempre di incoraggiare gli “apprendisti attori”, ancora un po’ sprovveduti.

Anche Stefania Sandrelli ritrae Carlo Lizzani in maniera a dir poco perfetta e afferma che è stato proprio lui a condurla al successo.

Poi è venuto il momento tanto temuto: l’intervista al regista da parte dei ragazzi.

Avevamo un po’ tutti timore del microfono; io sono stato “ spinto “ sul palco dalla mia prof., venuta per incoraggiarci.

Quali sono state le principali difficoltà riscontrate durante la sua lunghissima carriera?- ho chiesto, apparentemente sicuro di me.

Lui ha risposto dicendo che il vero problema consiste nel fare  “buon cinema”, perché se non si riesce a colpire il pubblico, catturandone l’attenzione,  il film non avrà successo.

Alla domanda del mio compagno Che peso hanno avuto l’impegno politico e sociale sulla sua carriera?, Lizzani ha osservato che nella sua attività ha sempre dato molto spazio alle tematiche sociali e che il film deve anche denunciare le contraddizioni della società. 

Quello è stato un momento davvero magico, unico e  irripetibile.

Soddisfatti, emozionati e con le gambe che tremavamo leggermente (almeno a me!), siamo scesi dal palco.

Anche se l’incontro con Lizzani non era l’esperienza prevista, è stato lo stesso un momento molto significativo perché mi sono confrontato con un “vecchio e sapiente” regista, che ha vissuto in prima persona gli eventi storici del suo tempo.

Vi confido un segreto: per l’emozione, prima di salire sul palco, ho fatto cadere per ben due volte di fila l’mp3 e una volta la macchina fotografica.

Per fortuna nessuno dei due oggetti si è danneggiato gravemente…