Cicerone per un giorno

Maggio 10, 2009

Ho sempre sognato di fare il mio ingresso al FAI da cicerone, spiegare le origini di un monumento, la sua storia, le peculiarità artistiche. Ma la mia timidezza me l’ha sempre impedito, mi sono sempre accontentato di essere turista nella mia città e scoprire dalla voce degli altri i suoi beni meravigliosi.

Quest’anno, però, una molla improvvisa è scattata dentro di me: voglio anch’io dare il mio contributo, affinché il nostro splendido patrimonio, artistico e culturale, possa essere riconosciuto e apprezzato.

Varcata la soglia della Chiesa di Sant’Alfonso, lo spazioso edificio che ci è stato affidato, subito entro in ansia.

Per fortuna sono soltanto le prove: il grande momento non è ancora arrivato. Ho trascorso intensi giorni per memorizzare la parte che mi è stata assegnata.

Sono pronto: XVII edizione della giornata FAI di Primavera. Il diciassette non mi è mai piaciuto. Non poteva essere la tredicesima edizione? Mi sarebbe bastata anche la sedicesima edizione! Ma la diciassettesima, no!

Non importa, devo essere sicuro di me: ho sempre sognato di fare anch’io questa esperienza.

Il centro storico con le sue straduzze è in festa, le vie colme di giovani guide pronte per cominciare il tour, le scolaresche desiderose di visitare.

Sono consapevole che la conoscenza del nostro territorio sia l’unico modo per smantellare le assurde idee su quanto sia nuda e spoglia la nostra beneamata Akragas e valorizzare le bellezze un po’ nascoste della città.

Comincia l’avventura ed io avverto una straordinaria carica adrenalinica: il mio primo giorno da miniguida, un giornoi in cui i cittadini, anche se solo per una mattina, si improvvisano “turisti” per visitare l’incantevole centro storico.

I gruppi delle diverse scuole “invadono” la Chiesa con un affluenza costante e noi, senza fermarci un attimo, continuiamo a presentarla, cercando di essere spigliati e accattivanti.

E, intanto, continuano ad arrivavare le scolaresche, io mostro una dose di sicurezza sempre maggiore.

La giornata sta quasi per volgere al termine, ma ci aspetta ancora un’altra dura prova. E’ arrivato il Presidente del FAI: comincio a parlare come una macchinetta, con una scioltezza per me inconsueta.

Il Presidente ci elogia, sembra soddisfatto delle nostre spiegazioni semplici ma esaurienti; soddisfatto soprattutto del ripetersi del successo di un iniziativa a cui annualmente anche la scuola Pirandello partecipa con fervore e passione.

Noi, infatti, siamo gli eredi di una delle più belle civiltà del mondo, i custodi dei tesori greci e arabi, di popoli che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra storia, cultura, che hanno gettato le basi per il progresso futuro.

Per questo è importante che le tracce da loro lasciate non vadano perdute, dimenticate. Per questo è importante far ricordare a tutti che, prima di avviarsi all’attuale decadenza, Akragas era – secondo Pindaro – la più bella città fra le città dei mortali.

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