Espressioni del cuore

Aprile 14, 2008

Non riesco a prendere sonno, mi immagino sul palco con gli spettatori che mi lanciano pomodori, ricoprendomi di vergogna… Ma poi, il mio cervello(che purtroppo non si spegne mai!) mi rassicura: “Magari farai bella figura…” Ma quel magari non mi ha convince più di tanto e così trascorro le ore notturne in un continuo girarmi e rigirarmi tra le lenzuola del mio letto. Ecco che arriva il temibile giorno: mi alzo tutto intontito, a pezzi, come se avessi arato cento ettari di campo. Fortuna che ho la mattina a disposizione per stravaccarmi sul divano; poi, nel pomeriggio, tutti al Palacongressi per assistere alla manifestazione “Espressioni del cuore”, promossa dalle prof.sse Zambuto e Nobile. L’iniziativa, rivolta ai giovani, vuole stimolare lo spirito di solidarietà, per far capire loro che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.

Il pendolo di casa suona; è scoccata l’ora cruciale, le sedici.

Oh no, siamo in ritardo! – si inalbera mia madre. 

Niente paura, siamo tutti pronti!- dice mio padre.

L’auto, l’auto, l’auto nuova, c’è? – strepita la cara mammina.

Si, si, ho pensato a tutto io! – conferma il papà.

E finalmente possiamo andare sperando che mia sorella, non avendo fatto la pipì a casa, non decida di giocarci qualche piccolo scherzetto lungo il tragitto… Mi guardo attorno: una bolgia di gente si accalca all’ingresso poiché non soltanto io, con la mia scuola, mi sarei dovuto esibire, ma anche tutti gli altri istituti della provincia! E per me, quella, è un vera consolazione… Caos, si va all’arrembaggio dei posti a sedere, che però non bastano, alcuni sono costretti a stare in piedi… Dato che ci vuole ancora un pò prima dell’inizio dello spettacolo, faccio un “terzo grado” a mio padre che deve limitarsi a rispondere con un semplice “si” o “no”…

-Telecamera?

-Si.

 -Fotocamera?

-Si.

-Mi riprenderai, vero? (Volevo soddisfare il mio egocentrismo…)

-Si.

-I miei elaborati?

-No.

-Cosa?

-Li ho dimenticati, ma li avrà sicuramente il tuo prof.

-Hai ragione.

Mi metto a cercare per tutto il Palacongressi il professore, ma di lui nemmeno l’ ombra. Poi, il “miracolo”: individuo la professoressa Fuschi e le sue alunne, a cui chiedo spiegazioni sul fatto che manchi l’insegnante e scopro che non sarebbe venuto: un dolore alla gamba… Mi rammarico per lui, ma anche per me ovviamente… Per niente rassegnato, lo chiamo più volte; mi risponde, gli chiedo sue notizie, mi conferma che non verrà: niente elaborati, niente partecipazione!  Pazienza, sarà per la prossima volta, magari il prossimo anno. – penso un pò amareggiato, tra me e me. Ma la professoressa Fuschi mi consola: “Se vuoi, puoi salire sul palco con noi”.
Acconsento subito. Sono felice, quando ci chiamano: “Scuola Media Statale Luigi Pirandello d’Agrigento, venite”. Da lì sopra tutto sembra offuscarsi, chissà perché?!?

Peccato che io non possa leggere i miei racconti… Ma mi piace moltissimo la bellissima poesia recitata da un’alunna della prof.ssa di francese, che, anche se emozionata, riesce a far penetrare il suo messaggio nel cuore della gente. Poi, bisbiglio a Salvatore: “Forse è meglio così, forse non avrei spiccicato parola dalla bocca, forse avrei balbettato”.  E lui, un pò ironico, risponde: “Si, forse”. Scendendo dal palco, mi lancio con Salvo un’occhiata complice, il prossimo anno non andrà così! Tornando verso casa, devo sorbirmi il tormentone di Miriana: “Lollo lo spittacolo”, che tradotto vuol dire “Voglio lo spettacolo.” Sembra lo faccia apposta ad infierire, chissà che, anche se ha solo due anni, non voglia stuzzicarmi con questa frase…

 

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