Vita da secchione
Marzo 22, 2008
Ero solo, triste.
Guardavo gli altri bambini: sorridevano.Erano felici e spensierati, mentre io, come al solito, me ne stavo chiuso nel labirinto della solitudine e non riuscivo ad uscirne.Un giorno, qualcuno mi si avvicina: Marco, il nuovo arrivato.
Lui non era come tutti gli altri, era diverso.Socievole, amico di tutti, mai violento o scontroso.
Anche lui sapeva che ero noto a tutti come il “secchione” e che per questo spesso venivo sbeffeggiato, schernito e deriso.Rappresentavo il chiaro esempio di ragazzo che si distingueva dagli altri; forse più grande a livello intellettivo, ma assai più infantile nei rapporti con i propri coetanei.Ma Marco mi si avvicina, mi parla, mi invita, mi diventa amico.Mi comincia a sostenere rendendomi partecipe alle uscite in comitiva, facendomi scoprire, per la prima volta, il piacere di stare con gli altri, di aprirmi al mondo come uno qualunque.
Non sono più il “saputello” da snobbare.Marco non ha pregiudizi nei miei confronti, mi è vicino, mi ha insegnato il valore della solidarietà.
Con lui riesco a vincere le mie paure.Prima il caos mi dava alla testa, alla vista di un’ape correvo terrorizzato, mi capitava spesso di entrare in preda al panico di fronte al bullo della scuola.Le lacrime cadevano, allora, come tortuosi fiumi sulle guance, ma adesso non più.Sono riuscito a trovare l’armonia adatta, quel magico arcobaleno di colori che mi ha fatto acquisire sicurezza in me stesso e negli altri.
