Solo in biblioteca
Febbraio 22, 2008
s
Ero solo in biblioteca.
Non c’era nessuno con me, tutto taceva, ero avvolto nel silenzio più assoluto.Mi guardavo intorno: i raggi del sole penetravano fiochi dalla finestra, gli scaffali erano colmi di riviste e libri d’ogni genere.
Non sapevo da dove cominciare. Poi, finalmente, ritrovai l’armonia perfetta, la simbiosi meravigliosa col mondo dei libri e della lettura.Lessi ad alta voce i primi titoli che mi capitarono a tiro: Velazquez, Bosch, Brugel…Sfogliai frettolosamente le pagine, quasi ne fossi innamorato.ll tempo incalzava, cercavo qualcosa che m’interessasse particolarmente, un libro che parlasse di un grande artista: ecco, trovato: il celebre “Picasso”. D’un tratto, alla stessa velocità di Speedy Gonzales, apparve la mia classe che, con la professoressa, mi portò via da quel luogo incantevole, ideale per chi cerca un po’ di “pace interiore”.
Tutti patiti per i video games!
Febbraio 22, 2008
-Ti batto, stanne certo!
Nessuno è mai riuscito a sconfiggermi in questo videogioco…-Nemmeno io ho mai subito umilianti perdite…
Quindi basta blaterare, preparati ad un’amara sconfitta!!!Noi adolescenti siamo “patiti” dei video games, sentiamo il bisogno di stare “incollati” almeno due ore davanti alla playstation per passare momenti di totale relax, liberando le nostre menti dallo studio.Ed allora, ad un certo momento scatta come un segnale d’allarme, qualcosa ci spinge ad afferrare quel dannato jostik nero per iniziare a premere freneticamente pulsanti vari .Ma noi siamo fatti così, siamo i giovani della nuova generazione, maniaci dei video-games.Sicuramente è divertentissimo giocare con i game boy, nindendo ds e simili, ma dobbiamo stare attenti a non esagerare, perchè potremmo ritrovarci con la mente offuscata da personaggi che esistono solo nel mondo virtuale.Per non parlare di un altro terribile effetto collaterale, legato al fatto che molti videogiochi sono molto violenti.Infatti, se il nostro eroe è un essere malvagio o un combattente molto agguerrito, potremmo voler somigliargli, cercando così di imitarlo nei suoi atteggiamenti.E allora cosa fare?Secondo me, dovremmo imparare a dosare bene le quantità di “interattività virtuale”!Scagli la prima pietra chi non ama i giochi elettronici; sotto sotto, anche chi vuole fare il “saputello”(come me), che sta qua a scrivere, qualche “peccatuccio da videogioco” lo fa!
