Ricordi di scuola elementare…

Podcast dell’articolo: http://www.smspirandag.it/wp_redazione/wp-content/uploads/2008/03/luigi_elementari.mp3

Mi addormentai.Ero “distrutto”, non riuscivo più a reggermi in piedi e, dopo un’intensa mattina scolastica, sprofondai tra le calde coperte del mio letto.Li vidi tutti, erano lì, vicino a me: Elisa, Massimo, Alessandro, Sara, Giulia, Diletta, i miei inseparabili amici d’infanzia, ex compagni d’avventura alla scuola elementare.

Giocavo con loro, studiavo con loro, litigavo con loro e dopo facevamo pace.<br>Poi tutto sparì di colpo.

All’improvviso, come se avessi cambiato il canale della tv, mi ritrovai in classe, piccolo, indifeso con quello sguardo da bambino docile mentre ripetevo la lezione alle maestra Mariella.
Avevo il grembiule, le mani dietro la schiena e quell’ansia tipica di chi non è ancora pronto ad affrontare il “faccia a faccia” con la sua insegnante.
Ma la maestra mi rassicurò, facendomi vincere ogni paura.

La visione scomparve, sostituita dall’ultimo, fatidico giorno di scuola: lo sapevamo tutti, oggi, proprio oggi, ci saremmo separati, ognuno per la propria strada.

Chi alla Garibaldi, chi alla Pirandello, chi alla Castagnolo.

Eravamo tristi, non volevamo lasciarci, perchè sapevamo di volerci bene, anche se nel corso della nostra carriera alla scuola elementare, ci eravamo spesso bisticciati.

Alcuni lacrimavano, altri, come me, nascondevano la malinconia del momento con una risata.

Sono ormai passati due anni, ma sono sicuro che nessuno di noi si dimenticherà dell’altro, perchè ci sentiremo sempre fi far parte di un’unica grande ed inseparabile famiglia.

Genitori conformisti oppure anticonformisti: a dover scegliere, come li preferireste?

I soliti conformisti, tradizionalisti che seguono un modello “borghese”, legato ad un’educazione un po’ rigida, oppure quelli liberi dagli schemi, “diversi” e che vivono senza preoccuparsi eccessivamente del loro futuro e di quello dei figli?

Questo è un bel dubbio! Secondo me le caratteristiche dei conformisti e degli anticonformisti andrebbero unite in una meravigliosa simbiosi per formare un nuovo esemplare di padre e madre perfetti: i “semiconformisti”.

Chiamo così quelli che, in un certo senso, si possono definire “conservatori” ma non troppo: impartiscono un’educazione ai propri figli e impongono poche ma precise regole da seguire, senza assillarli eccessivamente.

Per esempio, questi sono i miei genitori, persone affidabili e concrete, non troppo progressiste ma neanche antiquate; al passo con i tempi, insomma…

Una forma di esagerato conformismo sarebbe, a mio parere, diseducativa, così come un atteggiamento eccessivamente libertario.

Il conformismo su noi giovani sarebbe negativo: ingabbiati nel seguire regole troppo ferree, legate a stili di vita un po’ chiusi, non riusciremmo più ad aprirci al mondo, a relazionarci con spontaneità con gli altri.

Ma anche l’anticonformismo eccessivo potrebbe avere un effetto catastrofico: addio libri, studio, senso del dovere.

Quale soluzione allora? Unire le due qualità potrebbe essere la soluzione ideale.

Conoscete la famosissima Ingrid Bergman, attrice di fama mondiale? Leggendo la sua autobiografia ho scoperto che aveva ricevuto due educazioni contrapposte: da un lato quella della famiglia materna che le aveva impartito un’ “educazione teutonica”, dura e inflessibile; dall’altro lato l’insegnamento del padre, fermamente convinto che la figlia avrebbe dovuto dedicarsi interamente alle arti, in modo particolare al canto, e che addirittura le consigliava di abbandonare la scuola già all’età di dieci anni.

Certo, il caso della Bergman è un caso limite; per fortuna lei è riuscita a congiungere l’ideale di un padre anticonformista (soddisfacendolo a pieno recitando già a partire dall’età di diciassette anni) e quello della famiglia della madre, che non le permetteva di distogliere un attimo lo sguardo dallo studio e dai libri.

Ma, secondo me, il trucco per raggiungere la perfezione (si fa per dire!) è semplice: mettete in una pentola una buona dose di conformismo, aggiungetene una più leggera di anticonformismo, lasciate tutto in infusione e voilà la ricetta è servita!!!

Se non c’è musica non c’è vita!

Quel giorno le mie orecchie ronzavano un po’… colpa di un’imminente sordità giovanile?

No, niente di tutto questo. Probabilmente mi stavo preparando psicologicamente ad ascoltare il concerto che si sarebbe tenuto a scuola.

Il giovane sassofonista venuto a trovarci, anche se appena uscito dal conservatorio, è stato davvero “geniale”.

I suoni emessi dal sax erano piacevolissimi da ascoltare, le meravigliose sinfonie mi vibravano dentro e mi trasportavano, anche se solo col pensiero, in savane, foreste, boschi sconfinati, vecchie casette di montagna, immense praterie.

Ho chiuso gli occhi: ho sognato di rotolare sull’erba verde, di sporcarmi nel fango, di correre in bici come un forsennato (per fortuna senza sentire le grida e gli strepiti di mia madre…).

Perchè musica è fantasia, immaginazione.

La MUSICA è un viaggio, un viaggio allegro, spensierato e melodioso in terre bellissime e sconosciute, alla ricerca di usi, costumi e tradizioni di altre popolazioni.

Musica è espressione di sentimenti, emozioni, sensazioni.

Musica è rabbia, gioia, tristezza, dolore.

La musica libera la mente dagli assillanti pensieri della vita quotidiana, aiuta a pensare e a non pensare, a riflettere e a non riflettere, a dimenticare e a ricordare.

Un mondo senza musica sarebbe un mondo senza vita!

Prodotti siciliani? Sono i migliori!

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Prodotti siciliani? Genuini, gustosi… Sono i migliori, è chiaro! La qualità è made in Sicily!!!Basta ai cibi confezionati e alle porcherie dei fast food! Ne abbiamo abbastanza! Vogliamo mangiare sano e, naturalmente, siciliano! Ecco a voi una pubblicità, creata da me personalmente, in cui promuovo , in circa 35 secondi, gli alimenti della mia terra: buona visione!

Solo in biblioteca

Febbraio 22, 2008

sLibri…leggiamoli!Ero solo in biblioteca.
Non c’era nessuno con me, tutto taceva, ero avvolto nel silenzio più assoluto.
Mi guardavo intorno: i raggi del sole penetravano fiochi dalla finestra, gli scaffali erano colmi di riviste e libri d’ogni genere.
Non sapevo da dove cominciare.
Poi, finalmente, ritrovai l’armonia perfetta, la simbiosi meravigliosa col mondo dei libri e della lettura.Lessi ad alta voce i primi titoli che mi capitarono a tiro: Velazquez, Bosch, Brugel…Sfogliai frettolosamente le pagine, quasi ne fossi innamorato.ll tempo incalzava, cercavo qualcosa che m’interessasse particolarmente, un libro che parlasse di un grande artista: ecco, trovato: il celebre “Picasso”. D’un tratto, alla stessa velocità di Speedy Gonzales, apparve la mia classe che, con la professoressa, mi portò via da quel luogo incantevole, ideale per chi cerca un po’ di “pace interiore”.