Mare…
Gennaio 4, 2008
Mi trovavo ad un compleanno di un’amica, festeggiato in uno dei tanti chioschi di San Leone quando, improvvisamente, mi venne l’istinto di guardare dal vetro, freddo e appannato, il mare con le sue onde spumeggianti e il suo scenario di grandiosità.Rapito, non potevo distogliere lo sguardo da quello spettacolo, da quella bellezza semplicemente definita con la parola “mare”, sì quello dove i bagnanti vanno a fare una bella nuotata o prendono la tintarella.La sua solennità, la sua imponenza, il senso di libertà che si prova guardandolo mi avevano abbagliato: le onde sbattevano spumose sugli scogli, talvolta raggiungendo la sabbia soffice, quasi volessero inondarla.Nessuno può prevedere con esattezza quello che il mare può fare in un batter d’occhio: improvvisamente potrebbe innalzarsi un muro d’acqua ornato di alghe e pietruzze.Un mare colmo di pesci e di creature sconosciute: un’estate, quando ero più piccolo, affondai il viso nell’acqua salata e vidi un immenso gruppo di pesciolini che camminavano stretti stretti per raggiungere la loro tana segreta tra gli scogli; provai a bere un goccetto di acqua salina e feci una faccia davvero “schifiata”.Mentre i miei amici giocavano, mi misi ad osservare le conchiglie che sulla sabbia formavano incredibili quadri e ad ammirare il colore del mare che cambiava di continuo: blu, grigio, verde; quanti colore racchiude il mare!
E che buon profumo emette!Respirando a pieni polmoni si prova una sensazione di leggerezza davvero indescrivibile, meravigliosa.Non mi stancherò mai di guardare il mare e di “perdermi” nella sua immensità…
Natale? No, consumismo!
Gennaio 4, 2008
Mi sarebbe piaciuto vivere in un’altra era, in un’era in cui il Natale veniva festeggiato con un altro spirito. Ormai questa festività si è ridotta ad essere sinonimo di regali, di luci sfavillanti, di sfarzo.Tutti noi aspettiamo con ansia l’arrivo di Babbo Natale, omone grande e grosso che porta doni a grandi e piccini scendendo, nel cuore della notte, giù per il caminetto (grosso com’è chissà quanta fatica farà!) Arriva (ma chi non ha il camino?), deposita i regali sotto il classico abete, evitando di fare rumore per non svegliare i bimbi che non fanno altro che pensare a cosa riceveranno.Ogni ragazzo (anch’io) a Natale, spera che si realizzi il suo desiderio e, non sia mai, che i genitori scelgano per i figli il dono sbagliato, per carità!Il Natale da festa consumistica si trasformerebbe addirittura in una “sciarra consumistica”.Ma, dai racconti dei nonni o dei miei genitori, ho capito che il Natale che si festeggiava un tempo, sebbene molto modesto e meno “brillante”, era molto più suggestivo di quello a cui siamo abituati oggi.
Se solo l’avessi capito prima!Sicuramente avrei preferito di gran lunga cantare una novena in coro assieme alla mia famiglia dinanzi ad un suggestivo presepe allestito in maniera molto umile e semplice in casa, piuttosto che agitarmi, spazientirmi, annoiarmi nella frenesia degli acquisti e nelle code nei negozi.Il Natale, secondo me, dovrebbe rappresentare per i cristiani la ricorrenza della nascita di Gesù, portatore di pace per tutta l’umanità.Ciò, ovviaamente, non significa che non dobbiamo divertirci per quest’importantissima festa!Potremmo passare le vacanze, per esempio, visitando i vari presepi allestati nei vari paesini e scoprire così anche le tradizioni e le bellezze di piccoli posti per noi sconosciuti; oppure organizzare delle novene in famiglia o a casa di amici; giocare alla classica tombola, gustare il Pandoro e il Panettone,due vere leccornie tipiche di questa festa.Sarebbe un modo “alternativo” di trascorrere questi momenti di festa, che ne pensate?
E ora sù, alleniamoci,intoniamo tutti insieme: Astro del ciel, Pargol Divin!
L’Open Day
Gennaio 4, 2008
Con l’Open Day le attività laboratoriali sono ok!
Specialmente il giornalino…Il dodici dicembre nella nostra scuola si è organizzato l’Open day, in questa occasione è stata aperta tutto il giorno per accogliere alunni e genitori.Tutte le classi hanno mostrato ai visitatori le varie attività che si svolgono a scuola, noi ragazzi della Redazione abbiamo illustrato la nostra passione per la scrittura e le attività avviate nel laboratorio di giornalismo.Abbiamo faticato tanto prima che arrivasse il grande giorno: abbiamo decorato le pareti dell’aula d’informatica con cartelloni in cui erano esposti gli articoli pubblicati da noi cronisti sul Giornale Di Sicilia, preparato qualche intervista a “personaggi famosi” (vedi il preside) e creato dei veri e propri servizi giornalistici su varie tematiche.Il risultato, secondo me, è stato eccezionale!Gli alunni delle elementari, i genitori, persino i nonni degli allievi della Pirandello hanno affollato l’aula di giornalismo.Io ed altri compagni, abbiamo mostrato i siti web autogestiti dalla scuola, i nostri spazi su “La Fragola”, “Newspapergame”, “Alboscuole” e il podcast, la nostra nuova “creatura”!.p>I bambini sono rimasti veramente stupiti nel vedere quanta tecnologia fosse presente nel laboratorio: webcam, microfoni, macchine fotografiche sparse qua e là, ed erano molto impazienti di provare a registrare le loro considerazioni sull’Open Day. Alcuni, fin troppo emozionati, balbettavano qualcosa(ma non si riusciva a capire che cosa), altri più spontanei e vivaci parlavano così tanto…Vabbè meglio lasciar perdere!Il momento più significativo della giornata, l’hanno segnato i bambini con i loro visi paffuti e rosei, ma anche i “volti noti” della città d’Agrigento, come ad esempio l’Assessore alla Pubblica Istruzione che è venuta a trovarci.Durante l’arco della giornata, noi giovani giornalisti ne abbiamo anche intervistato uno “vero”, a lui abbiamo rivolto domande, chiesto consigli e il suo parere sulla nostra attività.
Inutile negare che ci ha fatto molto piacere sentire il suo giudizio entusiastico su ciò che stavamo facendo!Ci ha ricordato di tener conto di una massima che spero non dimenticheremo mai: “Non dire mai male di nessuno, ma dire sempre la verità”!Ovviamente, noi giornalisti non potevamo rimanere affamati per dodici ore di seguito e, tra un’ora e l’altra, alcuni si recavano alla “bancarella delle crepés” per abbuffarsi di quelle straordinarie leccornie, preparate da ragazzi delle nostra scuola con l’aiuto della prof. di francese.Al termine della giornata eravamo stremati, non ci reggevamo nemmeno più in piedi…, noi redattori eravamo così intontiti che abbiamo preso per semplici visitatori anche i nostri genitori(strano ma vero!).Ma eravamo anche entusiasti e soddisfatti, perché il progetto a cui lavoriamo per tutto l’anno, s’era realizzato nel migliore dei modi e, cosa più importante, è piaciuto a tutti quelli che erano venuti a guardare.
