Un pomeriggio con Paola Zannoner
Dicembre 18, 2007
Una scrittrice veramente simpatica e creativa, Paola Zannoner che ha dimostrato di saper capire i giovani d’oggi, catturando con i suoi libri la loro attenzione.E’ stato un incontro davvero particolare: lì, al teatro della Posta Vecchia, ho potuto assistere, un po’ spaesato io ragazzino di scuola media tra tanti studenti del Liceo Scientifico e del Classico, alla presentazione del nuovo e bellissimo libro intitolato ” Voglio fare la scrittrice ” di Paola Zannoner.Non è stata la solita “cosa” noiosa (o altrimenti definita da noi ragazzi…), ma un’esperienza coinvolgente, interessante e anche divertente, perché la scrittrice ha trovato il modo di farci appassionare ai fantastici ed ironici racconti della sua “vita diversa”.Il suo, dice l’autrice, è un “lavoro chiuso”, un lavoro che si svolge in una piccola stanzetta, dinanzi ad un computer.
Da lì si parte per entrare in un mondo totalmente diverso, quello del libro, in cui attraverso i differenti personaggi, l’autore esprime le proprie opinioni; un mondo in cui si fantastica sull’esistenza di streghe e maghi, in cui il tempo si ferma come per incanto.La scrittrice ha anche detto che è fondamentale non chiudersi nel “guscio magico”, ma bisogna anche guardarsi attorno, fare “quattro chiacchiere” con le amiche, passeggiare per le vie della propria città, in quanto la vita va vissuta in tutti i modi: sia all’interno di un libro, sia nel mondo reale, che bisogna osservare attentamente per coglierne tutti gli aspetti.Caratteristica essenziale dei suoi testi è la capacità di introspezione, grazie ad essa si può guardare nel proprio cuore e si possono esprimere veramente i propri sentimenti, stati d’animo, sensazioni ed emozioni.Nel presentare uno dei suoi libri “Voglio fare la scrittrice”, un po’ autobiografico, ella ci narra la storia di una ragazza che desidererebbe diventare una scrittrice e che, sconvolgendo le aspettative familiari, riuscirà nel intento.“Assecondate i vostri sogni e impegnatevi per realizzarli, senza lasciarvi condizionare da ciò che gli altri vorrebbero imporvi!” E’questo il messaggio che lancia alle ragazze presenti.Il libro è il prodotto – ci ha spiegato poi Paola Zannoner – di tante intelligenze, di più passioni, giacché ognuno ha il proprio compito nel portarlo a termine. Il ruolo basilare, ovviamente, spetta alla scrittrice che si deve impegnare al massimo per stendere un libro, poi l’editor lo criticherà adeguatamente e farà le dovute correzioni.Dopo l’intervista, a noi studenti c’è stata data la possibilità di fare delle domande alla scrittrice.Qualcuno ha chiesto: ” Le è mai venuta l’idea di far produrre un film, prendendo spunto da uno dei suoi libri?
Subito, se me lo chiedesse Tornatore! – Ha risposto in modo spiritoso l’autrice.Una professoressa invece ha domandato: “Quali libri ha letto da piccola e, secondo lei, è importante leggere per la formazione di uno scrittore?”.A questo quesito la Zannoner ha detto che uno scrittore si nutre di letteratura.
Leggere è indispensabile per allargare i propri confini, per sognare, per vivere avventure impossibili, per apprendere termini nuovi; lei, da piccola, leggeva libri classici come ad esempio ” Piccole Donne”.I ragazzi di oggi sono più fortunati, perché adesso c’è una grande cura per la letteratura destinata ai bambini e ai giovani.Se ho fatto una domanda io, vi chiederete?Beh, avevo troppa fifa di prendere il microfono davanti ad un pubblico di liceali; se poi, non mi fossero uscite le parole di bocca e mi fossi messo a boccheggiare come uno stupido pesce? Quando sono tornato a casa, però, mi sono pentito di non aver ascoltato la voce della mia prof. di lettere, che m’incoraggiava in tutti i modi.Alla fine dell’incontro, Paola Zannoner ha concesso l’autografo a tutti i suoi fans e poi è volata via come il vento, lasciando in tutti noi un senso di forte ammirazione.
Intervista all’Assessore alla Pubblica Istruzione
Dicembre 16, 2007
http://www.mannam.it/prova/wp-content/uploads/2007/12/intervista_assessore_p_i.mp4
Et voilà…, l’intervista all’Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia Regionale d’Agrigento! Io, Luigi Moschiera, gli ho posto qualche domanda…
Assessore, cosa ne pensa dell’Open Day? Qual è il suo significato? La Scuola Media Statale Luigi Pirandello è riuscita veramente ad esporre i suoi progetti al meglio, catturando l’attenzione dei visitatori grazie ai suoi bellissimi laboratori didattici? E, i nostri insegnanti, che ruolo hanno avuto in questo giorno così significativo e particolare, indubbiamente diverso da tutti gli altri? Cliccate sul link e…buona visione!
Intervista al giornalista!
Dicembre 16, 2007
http://www.mannam.it/prova/wp-content/uploads/2007/12/intervista_giornalista_mpeg4.mp4
Ed ecco a voi, cari amici telespettatori, l’intervista ad un famoso giornalista siciliano!
Noi, Luigi Moschiera, Salvatore Bellavia e Giorgia Leone gli abbiamo posto qualche domanda…, quindi guardate il servizio e ascoltate attentamente, perché le sue sono parole sante per noi cronisti in erba! Buona visione.
Intervista sofferta ad un artista
Dicembre 13, 2007
Come si sa, ad Agrigento ogni anno a fine settembre si organizza l’Efebo d’oro, rassegna di film le cui storie sono tratte da libri.
Venerdì 28 settembre la mia prof. di giornalino ha convocato me e il mio amico Salvatore, per informarci che il giorno dopo ci sarebbe stato un incontro al cinema Astor e che erano state invitate alcune scolaresche.
Noi pensavamo che bisognasse intervistare i fratelli Taviani, registi di fama internazionale, che hanno vinto il premio “ Efebo d’Oro 2007 “, con La masseria delle allodole.
Eravamo un po’ preoccupati per l’importanza dell’incarico ma, dinanzi alle parole della prof.
(“Ricordate ragazzi, un buon giornalista non si ferma davanti a niente, è pronto a far fronte a qualunque evenienza e, se necessario, lavora anche di notte per riuscire a mettere a punto un buon servizio. Non esitate a cercare informazioni sui registi, film, libro a cui esso è ispirato, perché questa sarà la vostra prima intervista a delle celebrità”), ci siamo dati da fare.
Ritornato a casa, ho trascorso l’intero pomeriggio in “ perlustrazione virtuale”: alla fine sapevo tutto della vita dei due registi e del drammatico film ispirato al libro di Antonia Arslan.
Finalmente, dopo appena 24 ore, giunge il giorno tanto atteso!!!
Insieme ad altri miei compagni, ci rechiamo al cinema pronti ad incontrare i due fratelli che ci hanno fatto conoscere la tragica e spesso ignorata vicenda dell’eccidio della comunità armena da parte dei Turchi, durante la seconda guerra mondiale.
Era tutto pronto, eravamo “ armati “ di macchina fotografica digitale, penna, blocco note, intervista scritta per i fratelli Taviani, mp3 (che in quel momento funzionava da registratore ) e infine di una discreta “ sicurezza interiore”.
Quando finalmente si sono spente le luci e abbiamo visto scorrere un titolo che “non corrispondeva”, abbiamo domandato a una ragazzina quale fosse il film che avrebbero proiettato. La risposta fu davvero, come dire…, orrendaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!
Quello che stavamo guardando era un documentario dal titolo “ Viaggio in corso nel cinema di Lizzani “, vincitore del concorso “ miglior libro di cinema 2007 “.
Ci siamo sentiti un tantino disorientati: non sapevamo cosa fare, l’intervista andava riscritta, le informazioni cercate nuovamente… eravamo al punto di partenza!
Calma, rimaniamo calmi – ho detto sottovoce al mio amico e compagno giornalista- siamo in ballo, giochiamoci le nostre carte, non abbiamo nulla da perdere! L’intervista la realizzeremo al momento, durante il faccia a faccia con il regista, senza un copione ben preciso. Guardiamo il film, il resto verrà da sé. Ricorda le parole della prof.: “Un buon giornalista deve cavarsela in ogni situazione, facile o difficile che sia”.
Il documentario riportava le scene “clou” dei film di Lizzani, alternate alle opinioni degli attori con cui ha lavorato.
Per esempio, Virna Lisi lo giudicava un uomo senza uguali, un regista che “sa il fatto suo“ e che ha cercato sempre di incoraggiare gli “apprendisti attori”, ancora un po’ sprovveduti.
Anche Stefania Sandrelli ritrae Carlo Lizzani in maniera a dir poco perfetta e afferma che è stato proprio lui a condurla al successo.
Poi è venuto il momento tanto temuto: l’intervista al regista da parte dei ragazzi.
Avevamo un po’ tutti timore del microfono; io sono stato “ spinto “ sul palco dalla mia prof., venuta per incoraggiarci.
Quali sono state le principali difficoltà riscontrate durante la sua lunghissima carriera?- ho chiesto, apparentemente sicuro di me.
Lui ha risposto dicendo che il vero problema consiste nel fare “buon cinema”, perché se non si riesce a colpire il pubblico, catturandone l’attenzione, il film non avrà successo.
Alla domanda del mio compagno Che peso hanno avuto l’impegno politico e sociale sulla sua carriera?, Lizzani ha osservato che nella sua attività ha sempre dato molto spazio alle tematiche sociali e che il film deve anche denunciare le contraddizioni della società.
Quello è stato un momento davvero magico, unico e irripetibile.
Soddisfatti, emozionati e con le gambe che tremavamo leggermente (almeno a me!), siamo scesi dal palco.
Anche se l’incontro con Lizzani non era l’esperienza prevista, è stato lo stesso un momento molto significativo perché mi sono confrontato con un “vecchio e sapiente” regista, che ha vissuto in prima persona gli eventi storici del suo tempo.
Vi confido un segreto: per l’emozione, prima di salire sul palco, ho fatto cadere per ben due volte di fila l’mp3 e una volta la macchina fotografica.
Per fortuna nessuno dei due oggetti si è danneggiato gravemente…
Memorie d’una città
Dicembre 13, 2007
Era un normalissimo giorno di scuola, quando arriva la nostra mitica prof. di lettere con una proposta da farci. Oddio, di che si tratterà?Subito la prof. dissipa le nostre ansie, chiedendoci se avevamo voglia di partecipare ad un progetto finalizzato alla scoperta del nostro centro storico.Ci siamo guardati tutti in faccia e, in effetti, ci siamo resi conto che nessuno di noi conosceva questa parte così importante della nostra città.La maggior parte dei giovani d’oggi, grazie alle nuove tecnologie, conosce, anche se solo virtualmente, molte meraviglie del mondo: Parigi, New York, Londra, Tokyo, ma molto spesso non conosciamo le origini, le testimonianze, i monumenti della nostra città natale.Entusiasti, abbiamo accettato tutti l’incarico di ” cittadini esploratori ” e non vedevamo l’ora che arrivasse il giovedì, giorno in cui ci saremmo incontrati per vivere una straordinaria ed indimenticabile esperienza, all’insegna della cultura, ma anche del divertimento! Il tour ha avuto inizio dalla ” Porta di Ponte “, dopo le esaurienti spiegazioni, ci siamo incamminati verso la Via Atenea, un tempo Via Maestra, la fondamentale arteria agrigentina, oggi ” vetrina della città “, da cui si diramano strette viuzze, con le case addossate l’una sull’altra.Armati di macchina fotografica, biro e quadernetti, abbiamo scarpinato per più di un mese, in lungo e in largo per il nostro centro storico, scoprendo man mano le meraviglie dell’Agrigento araba, normanna, chiaramontana, dei suoi palazzi ottocenteschi, dei suoi cortili e giardini.Inutile negare che tale bellezza è adombrata da una grande quantità d’immondizia e che tutto versa in uno stato di grave degrado.E’ triste aggirarsi tra i rifiuti, in compagnia dei topi; vedere, accanto a una splendida bifora, una finestra in alluminio anodizzato; un limone o un nespolo che cercano di farsi varco tra i resti di un palazzo ormai crollato…Nonostante ciò, l’atmosfera suggestiva del centro storico ci ha affascinato, per cui non vedevamo l’ora che arrivasse il giovedì per poter visitare luoghi fino ad allora sconosciuti.Non avrei mai pensato che un progetto scolastico potesse essere così interessante, coinvolgente ed appassionante…

