Piccoli scienziati all’opera 

Apprendiamo e ci divertiamo, uniamo cultura a divertimento e proviamo immensa soddisfazione nel vedere i nostri esperimenti andare a buon fine.

Tutto grazie alla nostra prof. di matematica, la quale puntualmente ogni sabato all’ultima ora ci porta in un luogo fantastico: il laboratorio scientifico.

Quest’aula ospita meravigliose attrezzature che occupano un loro preciso posto nell’aula.

Quando siamo lì nasce in noi un grande desiderio di scoprire e d’inventare, proprio gli ingredienti che occorrono per lo “spirito dello scienziato”.

Il laboratorio ci sembra un posto così sacro che, anche se siamo impazienti di entrare in azione, per paura di rompere qualcosa, accostiamo molto, ma molto lentamente il nostro “ditino” sul materiale che dobbiamo usare.

Tutti gli allievi della Pirandello giudicano il laboratorio un’arteria principale della scuola, il luogo in cui tutti abbiamo la possibilità di metterci alla prova, creando miscugli, reazioni chimiche, accertandoci che le teorie dei più noti scienziati dell’antichità siano vere e attuabili in qualsiasi momento.

Ma, dato che è considerato un laboratorio di grande importanza per lo sviluppo delle nostre intelligenze (e si sa quanto ne abbiamo di bisogno!), perché non arricchirlo di nuovi strumenti ancora più innovativi di quelli già presenti?

Per esempio, durante un esperimento, mentre aspettavamo che l’acqua evaporasse, un pezzo della vetreria pirex, come dire… è letteralmente saltato in aria, frantumandosi in mille pezzi!(poi pazientemente raccolti da tutti noi…)

Per cui siamo arrivati ad una conclusione: quel tipo speciale di vetreria risaliva a molto tempo fa e, siccome era stata in precedenza adoperata tante volte, non poteva più essere utilizzata ulteriormente.

E che dire delle varie sostanze mancanti nell’aula?

Ad esempio, lo scorso sabato, dovevamo preparare dell’anidride solforosa e per riuscire nell’intento ci serviva, qualche granello di zolfo che non avevamo.

Indovinate cosa siamo stati costretti a fare per prenderne un po’?

L’abbiamo prelevato dalla pietra sulfurea che faceva bella mostra sulla cattedra (col consenso dell’insegnante naturalmente), applicando così alla lettera il famoso detto: “Di necessità si fa virtù” .

Ne abbiamo staccato soltanto un poco, ma non sarebbe più ovvio e più giusto avere già il preparato?

Per quale motivo non sfruttare dunque al meglio tutte le risorse che ci offre la nostra scuola?

Il mio articolo vuole essere perciò un invito a migliorare il nostro laboratorio scientifico, che ci permette di fare ogni giorno importantissime e divertenti esperienze nel campo della scienza.

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