Memorie d’una città

Dicembre 13, 2007

Porta di PonteEra un normalissimo giorno di scuola, quando arriva la nostra mitica prof. di lettere con una proposta da farci. Oddio, di che si tratterà?Subito la prof. dissipa le nostre ansie, chiedendoci se avevamo voglia di partecipare ad un progetto finalizzato alla scoperta del nostro centro storico.Ci siamo guardati tutti in faccia e, in effetti, ci siamo resi conto che nessuno di noi conosceva questa parte così importante della nostra città.La maggior parte dei giovani d’oggi, grazie alle nuove tecnologie, conosce, anche se solo virtualmente, molte meraviglie del mondo: Parigi, New York, Londra, Tokyo, ma molto spesso non conosciamo le origini, le testimonianze, i monumenti della nostra città natale.Entusiasti, abbiamo accettato tutti l’incarico di ” cittadini esploratori ” e non vedevamo l’ora che arrivasse il giovedì, giorno in cui ci saremmo incontrati per vivere una straordinaria ed indimenticabile esperienza, all’insegna della cultura, ma anche del divertimento! Il tour ha avuto inizio dalla ” Porta di Ponte “, dopo le esaurienti spiegazioni, ci siamo incamminati verso la Via Atenea, un tempo Via Maestra, la fondamentale arteria agrigentina, oggi ” vetrina della città “, da cui si diramano strette viuzze, con le case addossate l’una sull’altra.Armati di macchina fotografica, biro e quadernetti, abbiamo scarpinato per più di un mese, in lungo e in largo per il nostro centro storico, scoprendo man mano le meraviglie dell’Agrigento araba, normanna, chiaramontana, dei suoi palazzi ottocenteschi, dei suoi cortili e giardini.Inutile negare che tale bellezza è adombrata da una grande quantità d’immondizia e che tutto versa in uno stato di grave degrado.E’ triste aggirarsi tra i rifiuti, in compagnia dei topi; vedere, accanto a una splendida bifora, una finestra in alluminio anodizzato; un limone o un nespolo che cercano di farsi varco tra i resti di un palazzo ormai crollato…Nonostante ciò, l’atmosfera suggestiva del centro storico ci ha affascinato, per cui non vedevamo l’ora che arrivasse il giovedì per poter visitare luoghi fino ad allora sconosciuti.Non avrei mai pensato che un progetto scolastico potesse essere così interessante, coinvolgente ed appassionante…

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