Incontro con Lizzani 

Come si sa, ad Agrigento ogni anno a fine settembre si organizza l’Efebo d’oro, rassegna di film le cui storie sono tratte da libri.

Venerdì 28 settembre la mia prof. di giornalino ha convocato me e il mio amico Salvatore,  per informarci che il giorno dopo ci sarebbe stato un incontro al cinema Astor  e che erano state invitate alcune scolaresche. 

Noi pensavamo che  bisognasse intervistare i fratelli Taviani, registi di fama internazionale, che hanno vinto il premio “ Efebo d’Oro 2007 “, con La masseria delle allodole.

Eravamo un po’ preoccupati per l’importanza dell’incarico ma, dinanzi alle parole della prof.

(“Ricordate ragazzi, un buon giornalista non si ferma davanti a niente, è pronto a far fronte a qualunque evenienza e, se necessario, lavora anche di notte per riuscire a mettere a punto un buon servizio. Non esitate a cercare informazioni sui registi, film, libro a cui esso è ispirato, perché questa sarà la vostra prima intervista a delle celebrità”), ci siamo dati da fare.

Ritornato a casa, ho trascorso l’intero pomeriggio in “ perlustrazione virtuale”: alla fine sapevo tutto della vita dei due registi e del drammatico film ispirato al libro di Antonia Arslan.

Finalmente, dopo appena 24 ore, giunge il giorno tanto atteso!!!

Insieme ad altri miei compagni, ci rechiamo al cinema pronti ad incontrare i due fratelli che ci hanno fatto conoscere la  tragica e spesso ignorata vicenda dell’eccidio della comunità armena da parte dei Turchi, durante la seconda guerra mondiale.

Era tutto pronto, eravamo “ armati “ di macchina fotografica digitale, penna, blocco note, intervista scritta per i fratelli Taviani, mp3 (che in quel momento funzionava da registratore ) e infine di una  discreta  “ sicurezza interiore”.

Quando finalmente si sono spente le luci e abbiamo visto scorrere un titolo che “non corrispondeva”, abbiamo domandato a una ragazzina quale fosse il film che avrebbero proiettato. La risposta fu davvero, come dire…, orrendaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!

Quello che stavamo guardando era un documentario dal titolo  “ Viaggio in corso nel cinema di Lizzani “, vincitore del concorso “ miglior libro di cinema 2007 “.

Ci siamo sentiti un tantino disorientati: non sapevamo cosa fare, l’intervista andava riscritta, le informazioni cercate nuovamente… eravamo al punto di partenza!

Calma, rimaniamo calmi – ho detto sottovoce al mio amico e compagno giornalista- siamo in ballo, giochiamoci le nostre carte, non abbiamo nulla da perdere! L’intervista la realizzeremo al momento, durante il  faccia a faccia con il regista, senza un copione ben preciso. Guardiamo il film, il resto verrà da sé. Ricorda le parole della prof.: “Un buon giornalista deve cavarsela in ogni situazione, facile o difficile che sia”.

Il documentario riportava le scene “clou” dei film di Lizzani, alternate alle opinioni degli attori con cui ha lavorato.

Per esempio, Virna Lisi lo giudicava un uomo senza uguali, un regista che “sa il fatto suo“ e che ha cercato sempre di incoraggiare gli “apprendisti attori”, ancora un po’ sprovveduti.

Anche Stefania Sandrelli ritrae Carlo Lizzani in maniera a dir poco perfetta e afferma che è stato proprio lui a condurla al successo.

Poi è venuto il momento tanto temuto: l’intervista al regista da parte dei ragazzi.

Avevamo un po’ tutti timore del microfono; io sono stato “ spinto “ sul palco dalla mia prof., venuta per incoraggiarci.

Quali sono state le principali difficoltà riscontrate durante la sua lunghissima carriera?- ho chiesto, apparentemente sicuro di me.

Lui ha risposto dicendo che il vero problema consiste nel fare  “buon cinema”, perché se non si riesce a colpire il pubblico, catturandone l’attenzione,  il film non avrà successo.

Alla domanda del mio compagno Che peso hanno avuto l’impegno politico e sociale sulla sua carriera?, Lizzani ha osservato che nella sua attività ha sempre dato molto spazio alle tematiche sociali e che il film deve anche denunciare le contraddizioni della società. 

Quello è stato un momento davvero magico, unico e  irripetibile.

Soddisfatti, emozionati e con le gambe che tremavamo leggermente (almeno a me!), siamo scesi dal palco.

Anche se l’incontro con Lizzani non era l’esperienza prevista, è stato lo stesso un momento molto significativo perché mi sono confrontato con un “vecchio e sapiente” regista, che ha vissuto in prima persona gli eventi storici del suo tempo.

Vi confido un segreto: per l’emozione, prima di salire sul palco, ho fatto cadere per ben due volte di fila l’mp3 e una volta la macchina fotografica.

Per fortuna nessuno dei due oggetti si è danneggiato gravemente…

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